ma che cry porco di dio... io da domani tifo la ternana... me so proprio rotto er cazzo!!!
Garcia con quell'uscita ad inizio anno ha fatto girare i coglioni anche al papa, nello spezzone che hai linkato non c'è la parte migliore porcodiaccio... quella in cui dice "vinceremo sicuramente lo scudetto, con meno punti dello scorso anno ma vinceremo..."
MA CHE COSA CAZZO DICI??? MA COME CAZZO TI VIENE IN MENTE???
Poi per carità, siamo in alta classifica ecc... però parma e verona DIO CRISTO...
Vogliamo trovare la cosa positiva in tutto questo? Un mio amico ha giocato un 100ne su Toni marcatore... stasera se lo vedo gli piscio nel cappuccio della felpa poi glielo metto in testa.
Ennesimo pareggio di questa Roma 2015 e l’ennesimo 1-1 che ormai sembra essere un must per una squadra che viaggiava, prima della sosta natalizia, a quasi tre gol a partita. Si tratta del nono pareggio in campionato, ed il terzo consecutivo contando anche l’Europa League. Ma non voglio mettermi a parlare di numeri, quelli li lascio volentieri agli amanti delle statistiche e vorrei concentrarmi invece sulle prestazioni, che diciamocelo francamente, non sono brillanti da quella sera di fine novembre contro l’Inter all’Olimpico.
Dare la colpa agli infortuni, sebbene tanti, di lunga degenza, e continui, sarebbe troppo facile, ma ahimè sono parte integrante del gioco e devo menzionarli sebbene io creda fermamente che una squadra organizzata debba tener conto di simile occorrenze e porvi rimedio in tutti i modi, mercato in primis. Quella degli infortuni però e delle partenze forzate, sono state una vera e propria moria per noi, che ci ha lasciato privi dei giocatori su cui puntavamo tanto ad inizio stagione, e ce ne ha offerti altri per intervalli più o meno lunghi ma di certo mai al massimo delle loro forze.
Voglio essere franco e sincero, la Roma che ho visto oggi e che vedo da qualche tempo a questa parte è la copia spiccicata di quella di Luis Enrique di qualche anno fa. L’unica cosa che la salva (e per salva intendo che le eviti la sconfitta) è l’intuizione geniale del singolo, come Totti oggi, o il guizzo in dribbling di Gervinho o Ljajic. Per il resto, a mio avviso, il possesso palla è esattamente come quello sterile che facevamo sotto i consigli, saggi ma di difficile attuazione, del signore che oggi dirige i los tres amigos in maglia blaugrana. Vedere Keita, Nainggolan e Pjanic passarsi la palla a vicenda dalla nostra trequarti fino a quella avversaria potrebbe essere consigliato come sonnifero per chi ha difficoltà a prendere sonno; l’unico inconveniente alla riuscita di questa applicazione medica del palleggio del nostro centrocampo sarebbe che il potenziale paziente si alzerebbe si soprassalto non appena il caro Gervinho tenti di addomesticare una palla che gli arriva. Scherzi a parte, la manovra della Roma è lenta e prevedibile, con una ragnatela di passaggi infiniti che si infrange e viene respinta anche da una difesa reduce da una manita presa la settimana precedente. Manca l’imbucata, la qualità di chiudere passaggi nello stretto, e solo i tiri da fuori fanno in modo che la Roma non resti a secco. Gervinho, i cui limiti tecnici sono evidenti e che lo diventano ancora di più quando è stanco, dal rientro sembra non abbia mai preso parte a questo meraviglioso gioco inventato più di un secolo fa in Inghilterra, ed a ruota lo segue Doumbia, su cui punto molto, ma ancora con la testa al tabellone degli aeroporti per cercare i voli per Roma, Parigi e Mosca. La sterilità dell’attacco si fa sentire però anche in difesa, messa sotto pressione dalle ripartenze degli avversari. Anche un intoccabile come Manolas inizia a sbagliare, mentre gli altri compagni di reparto, ahimè continuano sempre a farlo. Ed è così che il migliore in campo di oggi non può che essere Torosidis, che non solo salva il risultato con un intervento fortunoso, ma è anche l’unico che lotta ed ancora sembra ricordarsi della Roma che ad inizio campionato stava per gelare lo Juventus Stadium. E proprio alla Juve che va il pensiero, che vola a +9 e che si può permettere, non solo per ragioni temporali, di pensare solo al Dortmund anziché a noi, che invece siamo costretti ora a dare tutto per superare il girone dell’Europa League, a non dire addio definitivo al campionato e non mettere in discussione l’entrata diretta in Champions l’anno prossimo.
This post was edited by Pumpsloom on Feb 22 2015 12:40pm