Quote (Poncho @ 29 Mar 2013 23:19)
Blizzardammette apertamente che la Casa d'Aste a valuta reale ha finito per penalizzare l'esperienza di gioco con Diablo III. Nella fattispecie, la software house californiana avrebbe sottostimato il numero di persone che avrebbero fatto ricorso a soldi veri per migliorare il proprio personaggio nel gioco.
Gli obbietivi iniziali di Blizzard riguardavano la creazione di un servizio richiesto dai giocatori, che avrebbe dovuto garantire il contenimento delle frodi e degli abusi. Ma ben presto la Casa d'Aste si è trasformata in un ambiente dove l'accumulo di denaro è diventata l'unica preoccupazione dei giocatori, non interessati più a rifornirsi per sconfiggere Diablo e le sue orde.
La software house di Irvine avrebbe voluto chiudere la Casa d'Aste, ma che ciò non è stato fatto perché non si conosce il numero dei giocatori che rimarrebbero delusi per una mossa del genere.
Da quel che ho letto è stato Jay Wilson a fare quella dichiarazione.
Il che fa una certa differenza.
L'idea di dover tornare a traddare usando un forum, personalmente, mi irrita.