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Jan 17 2013 03:57am
Quote (HammerBlink @ 16 Jan 2013 22:41)


Eccomi, allora , sono quì a confutare ciò che è descritto in quel video soprattutto in ambito storico, perché la Bibbia non sbaglia essendo parola di Dio. Purtroppo il fatto che alcuni dubbi sull'autenticità della Bibbia si trovano sul web , su siti

come Wikipedia non mi sorprende troppo, il problema è che tantissima gente ritiene ''oro colato'' qualsiasi notizia presa dai media e questo diventa un problema perché la verità ( che è una soltanto mentre le falsità sono tante) spesso viene

offuscata e messa in discussione.

Ti metto un resoconto storico bibblico , comprovato da scienziati e storici ma evidentemente poco pubblicizzato:


Quelli che seguono sono solo alcuni esempi dei numerosi reperti archeologici che hanno confermato l'autenticità della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia.

Le prove sono così schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato: "Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici". Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l'affidabilità storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi.

Relativamente all'Antico Testamento, l'evento biblico maggiormente documentato è quello del diluvio descritto nella Genesi. Il racconto del diluvio si trova in più di 500 miti, nelle diverse civiltà, in popoli lontani geograficamente e culturalmente.
Di particolare rilevanza sono i ritrovamenti Babilonesi, Sumeri, e Assiri. Molti di quelli Babilonesi ne parlano con dovizia di particolari; un esempio è l'undicesima tavoletta del poema epico su Gilgamesh, che descrive accuratamente gli eventi secondo lo schema biblico (si veda anche questo documento).

La scoperta dell'archivio di Ebla, nel nord della Siria, verso la fine degli anni 1970 ha dimostrato che il racconto biblico che riguarda i Patriarchi è attendibile. I documenti scritti su tavole di creta a partire dal 2300 a.C. circa confermano che diversi nomi di persone e di luoghi nella narrativa della Genesi sono autentici. Ad esempio, era in uso ad Ebla il nome "Canaan", che un tempo i critici dichiaravano non usato in quell'epoca e quindi adoperato a sproposito nei primi capitoli della Bibbia. Si affermava che la parola "tehom" ("l'abisso") in Genesi 1:2 fosse una parola tardiva e quindi una prova della tarda composizione del racconto della Creazione. Ma "tehom" faceva parte del vocabolario in uso ad Ebla, circa 800 anni prima del tempo di Mosè! I costumi antichi riflessi nelle narrative dei Patriarchi sono stati confermati anche da tavole di creta rinvenute a Nuzi e a Mari.

Le "cinque città della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra (il cui nome attuale è Bab edh-Dhra e Numeira) e altre città della valle di Siddim, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. "La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C." - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan. "Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo!

Inoltre, nel settembre del 1977 in un numero di "Scientific American" apparve un articolo delle scoperte fatte ad Ebla. Vi si legge: "La lista delle "cinque città della pianura", Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim e Bela (cfr. Genesi 14:2), è ripetuta in un testo di Ebla e i nomi appaiono nello stesso ordine". Due mesi dopo, in una conferenza, il prof. Noel Freedman, direttore dell'Istituto di Ricerca Archeologica di Gerusalemme W.F. Albright, confermò la notizia. Fu reso noto perfino il numero della tavoletta (n° 1860) che menziona le cinque città nello stesso ordine di Genesi cap. 14. Nelle tavolette era anche menzionato anche il re Birsha, lo stesso nome che il re di Gomorra aveva nel tempo di Abrahamo (Genesi 14:2). Si potrebbe dire molto di più su questa sensazionale scoperta che, via via che le tavolette sono lette dall'epigrafista, fornisce costantemente nuove rivelazioni (le tavolette ritrovate nelle rovine del palazzo di Ebla che nel 1975 erano circa 15.000, salirono poi a circa 20.000 durante gli scavi del 1976-77).

Gli Hittiti (o Ittiti, o Hittei) una volta si pensava fossero una leggenda biblica, fino a quando nel 1906 la loro capitale e i loro archivi furono scoperti a Bogazkoy in Turchia.
Ancora, molti pensavano che le descrizioni bibliche delle ricchezze di Salomone fossero fortemente esagerati. Ma i documenti recuperati da epoche remote mostrano che ai tempi antichi, la ricchezza era concentrata in mano ai re, e che la ricchezza di Salomone era perfettamente verosimile.
Una volta, si pretendeva che non fosse mai esistito un re assiro di nome Sargon, come riferito in Isaia 20:1, perché tale nome non era noto da nessun'altra fonte. Poi il palazzo di Sargon fu scoperto a Khorsabad nell'Iraq. Proprio lo stesso evento menzionato in Isaia cap. 20, cioè la sua conquista di Asdod (Ashdod), veniva ricordato sulle pareti del palazzo! Inoltre, frammenti di una stele che commemorava la vittoria furono rinvenuti ad Asdod stessa.

Gli scavi della biblica Sichem presentarono nel 1960 nuove prove a favore di una data per il regno del re Abimelec, il figlio del giudeo Gedeone. Quando si scavò il tempio di Baalberith a Sichem, menzionato in Giudici cap. 9, gli archeologi furono in grado di datare la distruzione di quel tempio da parte di Abimelec. Tale data era in accordo con quella del breve regno di tre anni di Abimelec a cui si era già arrivati esclusivamente sulla base dei dati cronologici trovati nella Bibbia.

Un altro re la cui esistenza era stato messo in dubbio era Baldassar (o Belshatsar), re di Babilonia, nominato in Daniele cap. 5. Secondo gli storiografi, l'ultimo re di Babilonia era stato Nabonide. Poi furono ritrovate delle tavole che mostravano che Baldassar fu il figlio di Nabonide e che regnò come suo co-reggente a Babilonia. Così, Baldassar poté offrire di costituire Daniele "terzo signore del regno" (Dan. 5:16), la posizione più elevata a disposizione, per essere riuscito a leggere il testo scritto sulla parete. Qui risalta la natura di "testimonianza oculare" del testo biblico, come tante volte viene messo in evidenza dalle scoperte archeologiche.

Coerenti con la narrazione biblica sono anche un antico elenco di re Sumeri (il prisma Weld-Blundell, composto da molti frammenti il primo dei quali fu scoperto nel 1906 a Nippur, in Iraq), e una tavoletta sumera che descrive la confusione risultante dall'evento della Torre di Babele, attribuendola al "dio della sapienza".

Nel secolo scorso scavi hanno portato alla luce i resti di una grande città. Lo storico W. Keller riepiloga così i risultati: "Nel 1899 la Società Orientale Tedesca inviò una grossa spedizione sotto la direzione del Professor Robert Koldewey, per esaminare i famosi resti di Babil. Gli scavi richiesero molto più tempo del previsto. Durante un periodo di 18 anni, fu portata alla luce la più famosa metropoli del mondo antico, il regno di Nabucodonosor, e al tempo stesso, una delle Sette Meraviglie del Mondo, i Giardini Pensili, e "E-temen-an-ki", la leggendaria Torre di Babele. Nel palazzo di Nabucodonosor e sul Cancello di Ishtar, che si trovava dietro di esso, furono scoperte innumerevoli iscrizioni" (W. Keller, The Bible as History, 1980, p. 302).

La cattività di Ioiachin, re di Giuda, in Babilonia (2 Re 24:15-16) è riportata in alcune tavolette in cuneiforme contenenti la cronaca dei primi anni di regno di Nabucodonosor. Esse si riferiscono alla presa di Gerusalemme, alla sua cattività e all'intronamento di Sedekia, l'ultimo re di Giuda, il 16/17 marzo del 697 a.C. (riferito al nostro calendario).

La dinastia del re Davide è confermata dalle iscrizioni in aramaico su una tavoletta commemorativa rinvenuta a Tel Dan (a nord di Israele), datata IX secolo a.C., probabilmente parte di un monumento ad Hazael, re di Aram. La tavoletta cita diversi eventi registrati nel primo libro dei Re.

La campagna del faraone Shishak contro Israele (1 Re 14:25-26) è riportata sulle mura del Tempio di Amun a Tebe, in Egitto.

La rivolta di Moab contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) è descritta nell'iscrizione di Mesha.

La caduta di Samaria (2 Re 17:3-6, 24; 18:9-11) per mano di Sargon II, re d'Assiria, è descritta sulle mura del suo palazzo.

La sconfitta di Ashdod per mano di Sargon II (Isaia 20:1) è descritta sulle mura del suo palazzo.

La campagna del re assiro Sennacherib contro Giuda (2 Re cap. 18 e 19; 2 Cronache 32; Isaia 37) è riportata dal prisma Taylor, e nelle diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia.

L'assedio di Lachish da parte di Sennacherib (2 Re 18:14,17) è descritto nei bassorilievi di Lachish.

L'assassinio di Sennacherib per mano dei suoi stessi figli (2 Re 19:37) è descritto negli annali di suo figlio Esarhaddon.

La caduta di Ninive predetta dai profeti Nahum e Sofonia (2:13-15) è riportata sulla tavoletta di Nabopolasar.

La caduta di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor, re di Babilonia (2 Re 24:10-14) è riportata nelle cronache Babilonesi.

La caduta di Babilonia sotto i Medi e i Persiani (Daniele 5:30-31) è riportata sul cilindro di Ciro.

La narrazione biblica sul profeta Balaam è confermata dalle iscrizioni su 119 frammenti rinvenuti a Deir 'Alla.

Nel 1868 fu rinvenuta una tavoletta Moabita. Clearmon-Ganneau ne prese l'impronta prima che gli arabi la rompessero in più parti per venderla. L'iscrizione convalida il contenuto del capitolo 16 del primo libro dei Re e del capitolo 3 del secondo libro dei Re. Essa cita anche il nome (Yahweh) con cui Dio si fece conoscere a Israele in Esodo.

La liberazione degli schiavi in Babilonia per mano di Ciro il Grande (Esra 1:1-4; 6:3-4) è riportata sul cilindro di Ciro.

L'obbligo di lasciare Roma per tutti i Giudei durante il regno di Claudio (41-54 d.C.) è riportato da Svetonio.

La scoperta di un grosso altare di pietra fornito di corna, negli scavi di Beer-Seba nel 1973 fece luce su due versetti del libro del profeta Amos (5:5 e 8:14) che sembravano suggerire che in quella città esistesse un santuario.

La distruzione di Tiro, famoso porto fenicio dell'antichità noto per il culto orgiastico e crudele di Baal, fu profetizzata nei minimi dettagli (Ezechiele 26:3-14) dal profeta Ezechiele nel 586 a.C., l'anno che precedette la sua caduta.

L'esistenza di Gesù Cristo è riportata anche dal Talmud Babilonese e da diversi autori non cristiani, tra cui Giuseppe Flavio, Svetonio, Plinio il Giovane, Luciano, e altri, che confermano anche eventi come quello della crocifissione e la vita dei primi cristiani.


This post was edited by DCCLIII on Jan 17 2013 04:10am
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Jan 17 2013 04:09am
Invece per quanto riguarda le incongruenze ecco quì una spiegazione valida sul diverso approccio di Dio verso gli uomini; leggi con attenzione e vedrai che è tutto molto chiaro. a presto!


Il carattere di Dio tra Antico e Nuovo Testamento



"Come puoi spiegare la differenza tra il carattere severo di Dio descritto nell'Antico Testamento e il Dio d'amore di cui parla il Nuovo Testamento? Può Dio cambiare nel corso dei secoli?"


Per rispondere alla tua domanda riguardante la differenza del carattere di Dio tra Antico e Nuovo Testamento, dovrei cominciare dalla storia di Israele; non posso risponderti in poche parole, comunque cercherò per quanto possibile di evitare di dilungarmi oltre il dovuto.

In passato Dio scelse Israele come suo popolo; era un popolo che serviva l'unico Dio, a differenza degli altri popoli che, in quanto pagani, adoravano immagini scolpite e ad esse sacrificavano i propri figli.
Israele, vivendo in comunione con Lui, avrebbe dovuto essere di esempio e testimonianza agli altri popoli, per far conoscere Dio al mondo.
E Dio diede una legge a Israele, affinché camminassero rettamente e amassero Dio e il loro prossimo, praticando la giustizia e giudicando con imparzialità, ripagando i torti commessi, facendo del bene ai bisognosi, e questo per il loro stesso bene. Era una legge che richiedeva fedeltà assoluta, poiché Dio è santo e non può tollerare alcun tipo di peccato.

Israele, però, fu un popolo ribelle e in molte occasioni disobbedì a Dio, trasgredendo la sua legge e scegliendo il peccato.
Egli, quale loro Dio e loro creatore, avrebbe potuto distruggerli senza pietà, eppure Egli cercava di richiamarli a sè, come farebbe un Padre con il proprio figlio. Mandava allora dei profeti a parlare al popolo, per poterli risparmiare.
In Geremia 2:2 ad esempio leggiamo:
"Va' e grida alle orecchie di Gerusalemme, dicendo: Così dice l'Eterno: Io mi ricordo di te, della tenera attenzione della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata [...] Che cosa hanno trovato di ingiusto in me i vostri padri, per allontanarsi da me, andare dietro alla vanità e diventare essi stessi vanità? [...] Io vi ho condotto in un paese fertile, perché mangiaste dei suoi frutti e dei suoi beni; ma quando siete entrati, avete contaminato il mio paese e avete reso la mia eredità un'abominazione. I sacerdoti non hanno detto: "Dov'è l'Eterno?", quelli che si occupano della legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me..."

Non è questo il linguaggio di un marito affettuoso, di un Padre amorevole?

In alcuni casi, il popolo accettò la riprensione, e Dio "si pentì del male che aveva detto di far loro, e non lo fece". Avvenne in altre parole quello che accadde nel caso dei Niniviti, ai quali Dio mandò il profeta Giona per annunciargli la distruzione della loro città e quando essi sentirono il suo messaggio si pentirono delle loro malvagità e Dio ebbe pietà di loro e non mise ad effetto contro di loro il male che aveva detto di fare loro (cfr. Giona 3:10). Ma in molti altri casi, il popolo aggiungeva al suo peccato altra ribellione, rivoltandosi contro i profeti che Dio aveva mandato per il loro bene, e Dio dovette punirli severamente.

"Perciò così dice l'Eterno degli eserciti: Ecco, io li raffinerò e li saggerò. Cos'altro infatti posso fare per la figlia del mio popolo? La loro lingua è una freccia micidiale; essa non dice che menzogne. Con la bocca ognuno parla di pace al suo vicino, ma nel suo cuore sta in agguato. Non dovrei forse punirli per queste cose?, dice l'Eterno. Non dovrei vendicarmi di una nazione come questa?"

Già nell'Antico Testamento, quando la grazia non era ancora stata rivelata, Dio è descritto come: "L'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non lascia il colpevole impunito".
Dio, essendo giusto, non può tollerare l'ingiustizia né giudicare con parzialità, ed essendo santo, non può tollerare il peccato.
È per questo che Egli combatte la ribellione e il peccato laddove non c'è ravvedimento, e corregge chi rifiuta di ravvedersi e disprezza la riprensione.
Ma se castiga lo fa per un motivo ben preciso: "perché l'Eterno corregge colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce" (Proverbi 3:12); "qual è infatti il figlio che il padre non corregga?" (Ebrei 12:7).
Egli potrebbe ben disinteressarsi dell'uomo, abbandonandolo a se stesso e lasciandolo vivere come meglio crede, per poi giudicarlo in base alle sue opere dopo la morte, ma se lo corregge è per aprirgli gli occhi e ricondurlo a sè.

Dio stesso dice: "Com'è vero che io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva" (Ezechiele 33:11).

E anche: "Provo forse piacere della morte dell'empio? - dice il Signore, l'Eterno - e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva?" (Ezechiele 18:23).

"...togliete dalla mia presenza la malvagità delle vostre azioni, cessate di fare il male. Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova. Venite quindi e discutiamo assieme, dice l'Eterno; anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana" (Isaia 1:16-18).

La sua severità non è dovuta a un capriccio e, come è scritto nella Bibbia, "non è volentieri che umilia ed affligge i figli degli uomini".
La Bibbia, non solo nel Vangelo, ma dall'inizio alla fine ci parla di un Dio che, come chiunque Lo conosce sa, "è amore".
Egli non è un Dio crudele, lontano, disinteressato, ma un Padre e Signore che desidera ardentemente la comunione personale con ogni uomo singolarmente.
Dio non cambia. Prima ancora del Vangelo, è stato questo il suo scopo fin dalla creazione dell'uomo: averlo vicino a sè, farsi conoscere da lui, dare la vera gioia al suo cuore, farlo abitare insieme a Lui per sempre, e questo è ancora il suo scopo, che sarà infine adempiuto verso i credenti come è scritto nel libro dell'Apocalisse:
"Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate".

Perché allora la morte, la malattia, la separazione da Dio, le guerre...?
Dio può permettere che, come puoi leggere nel libro di Giobbe, Satana colpisca l'uomo con malattie, lutti, situazioni disperate, ma se lo fa è per insegnargli qualcosa, e "fargli, alla fine, del bene".
Ma la causa di tutto il male che imperversa nel mondo è proprio quella ribellione che dal primo uomo, Adamo, non ha smesso di esistere nel mondo, e in ogni uomo indistintamente.
Questo è il peccato. E dove c'è il peccato, Dio è costretto ad abbandonare l'uomo in balia delle sue stesse decisioni: il suo egoismo, la sua incredulità, la sua testardaggine, la sua durezza di cuore. E alla fine l'uomo viene ripagato dal proprio peccato, con la sofferenza e la morte. La Bibbia infatti dichiara:
"Il salario del peccato è la morte";
"Le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto";
"Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio";
"Non c'è alcun giusto, neppure uno".

È questa la condizione di tutti gli uomini.

Dio potrebbe a questo punto abbandonare il mondo con tutte le sue creature, rispondendo all'accusatore, Satana, mediante l'esecuzione della condanna dell'intero genere umano.
Ma proprio perchè Dio è amore, ha fatto molto di più che dare all'uomo un aiuto per non commettere qualche peccato, o per vivere una vita migliore.

Dio ha mandato il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, nel mondo: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).

Gesù ha assunto un corpo di carne proprio come il nostro, ha vissuto una vita perfettamente giusta e santa, adempiendo tutta la legge di Dio, accogliendo a sè chiunque, dalla prostituta al più colto dei sacerdoti; ha sofferto fame, sete, scherni, flagellazioni; ma questo è ancora poco in confronto a quello che era venuto - di sua volontà - a fare per gli uomini: Egli si è caricato di tutti i peccati dell'intero genere umano, tutti, anche i più infamanti; e si è lasciato crocifiggere sulla croce dagli uomini, accettando la condanna che Dio avrebbe dovuto infliggere a ognuno di noi per i nostri peccati: la morte.
Quando Egli morì, "la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo" (Marco 15:38); quella cortina, cioè, che rappresentava simbolicamente la separazione tra Dio e gli uomini a causa del peccato, era ora distrutta. Questo segno era un'ulteriore conferma da parte di Dio che l'accesso a Lui è adesso libero per ogni uomo, per ogni peccatore che si ravvede e che va a Dio attraverso Gesù Cristo.
Cristo il terzo giorno risorse, ed è ora "alla destra di Dio, e intercede per noi".

Questo è il dono di Dio al mondo: Cristo ha già pagato al posto tuo e al posto di ogni uomo, e se semplicemente credi sei salvato, sei giustificato non per qualche tua opera giusta o meritoria, ma perchè ti è imputata per fede la giustizia di Cristo stesso. "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere...".

Dio chiede soltanto questo agli uomini: che riconoscano di aver vissuto lontano da Lui e di essere dei peccatori, e che, lasciato ogni peccato, accettino semplicemente il Suo dono di salvezza e di vita eterna, vivendo da quel giorno in poi in comunione con Dio, pregandoLo con la spontaneità di un figlio, e imparando ciò che ci dice nella Sua Parola.

Cristo non è più sulla croce, ma è vivente, e ti ama! Egli ama tutti gli uomini, siano essi bestemmiatori o malviventi, o persone che si ritengono moralmente "a posto" o religiosi; non c'è differenza davanti a Dio, poichè davanti a Lui, come abbiamo letto, tutti sono peccatori.
Noi non abbiamo dei santi come intercessori, ma il Figlio di Dio stesso: c'è "un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù" (1 Timoteo 2:5); e non è un mediatore che non abbia sofferto come noi, ma anzi "in ogni cosa ha sofferto come noi" e può simpatizzare con noi nelle nostre difficoltà.
Gli uomini che vogliono ricevere salvezza e incontrarLo, devono solo accettare il suo sacrificio, ravvedersi e rispondere al suo invito.

Questo è il Dio che io conosco, di cui la Bibbia parla, e che ogni cristiano sincero conosce.
Spero vivamente che attraverso queste riflessioni il Signore possa parlare al tuo cuore come fece con me!


This post was edited by DCCLIII on Jan 17 2013 04:09am
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Jan 17 2013 04:09am
ma secondo te in sto forum qualcuno leggerà sta cosa?
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Jan 17 2013 04:20am
Quote (Crazy_Fury @ Jan 17 2013 11:09am)
ma secondo te in sto forum qualcuno leggerà sta cosa?


+1

e quotare lui mi pacca assai.


Quote (DCCLIII @ Jan 16 2013 05:02pm)
http://www.youtube.com/watch?v=8istH6Wumsk




tutte cazzate?


Quote (DCCLIII @ Jan 16 2013 10:07pm)
Perdonami ma secondo il tuo ragionamento,ad onor di logica, nulla del mondo, di qualsiasi cosa si tratti è dimostrabile; in un contesto se ci sono prove che non sussistono allora va bene dichiararlo fazioso od opinabile ed avere giustamente scetticismo ma quando le prove sussistono,quando ci sono studi dietro, che analizzano dettaglio per dettaglio e il tutto ha una logica( ad es. il video di mtv) allora mi sembra azzardato fare di tutta una erba un fascio e catalogarlo in '' discorsi invasati da parte di un cristiano''.
Ma va bene, comprendo il tuo scetticismo e metterò altro materiale così da farti cambiare idea se possibile ( sempre che tu non abbia preconcetti che precludano questo)
Senza rancore.


Quote (DCCLIII @ Jan 17 2013 11:09am)
Invece per quanto riguarda le incongruenze ecco quì una spiegazione valida sul diverso approccio di Dio verso gli uomini; leggi con attenzione e vedrai che è tutto molto chiaro. a presto!

Il carattere di Dio tra Antico e Nuovo Testamento



"Come puoi spiegare la differenza tra il carattere severo di Dio descritto nell'Antico Testamento e il Dio d'amore di cui parla il Nuovo Testamento? Può Dio cambiare nel corso dei secoli?"


Per rispondere alla tua domanda riguardante la differenza del carattere di Dio tra Antico e Nuovo Testamento, dovrei cominciare dalla storia di Israele; non posso risponderti in poche parole, comunque cercherò per quanto possibile di evitare di dilungarmi oltre il dovuto.

In passato Dio scelse Israele come suo popolo; era un popolo che serviva l'unico Dio, a differenza degli altri popoli che, in quanto pagani, adoravano immagini scolpite e ad esse sacrificavano i propri figli.
Israele, vivendo in comunione con Lui, avrebbe dovuto essere di esempio e testimonianza agli altri popoli, per far conoscere Dio al mondo.
E Dio diede una legge a Israele, affinché camminassero rettamente e amassero Dio e il loro prossimo, praticando la giustizia e giudicando con imparzialità, ripagando i torti commessi, facendo del bene ai bisognosi, e questo per il loro stesso bene. Era una legge che richiedeva fedeltà assoluta, poiché Dio è santo e non può tollerare alcun tipo di peccato.

Israele, però, fu un popolo ribelle e in molte occasioni disobbedì a Dio, trasgredendo la sua legge e scegliendo il peccato.
Egli, quale loro Dio e loro creatore, avrebbe potuto distruggerli senza pietà, eppure Egli cercava di richiamarli a sè, come farebbe un Padre con il proprio figlio. Mandava allora dei profeti a parlare al popolo, per poterli risparmiare.
In Geremia 2:2 ad esempio leggiamo:
"Va' e grida alle orecchie di Gerusalemme, dicendo: Così dice l'Eterno: Io mi ricordo di te, della tenera attenzione della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata [...] Che cosa hanno trovato di ingiusto in me i vostri padri, per allontanarsi da me, andare dietro alla vanità e diventare essi stessi vanità? [...] Io vi ho condotto in un paese fertile, perché mangiaste dei suoi frutti e dei suoi beni; ma quando siete entrati, avete contaminato il mio paese e avete reso la mia eredità un'abominazione. I sacerdoti non hanno detto: "Dov'è l'Eterno?", quelli che si occupano della legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me..."

Non è questo il linguaggio di un marito affettuoso, di un Padre amorevole?

In alcuni casi, il popolo accettò la riprensione, e Dio "si pentì del male che aveva detto di far loro, e non lo fece". Avvenne in altre parole quello che accadde nel caso dei Niniviti, ai quali Dio mandò il profeta Giona per annunciargli la distruzione della loro città e quando essi sentirono il suo messaggio si pentirono delle loro malvagità e Dio ebbe pietà di loro e non mise ad effetto contro di loro il male che aveva detto di fare loro (cfr. Giona 3:10). Ma in molti altri casi, il popolo aggiungeva al suo peccato altra ribellione, rivoltandosi contro i profeti che Dio aveva mandato per il loro bene, e Dio dovette punirli severamente.

"Perciò così dice l'Eterno degli eserciti: Ecco, io li raffinerò e li saggerò. Cos'altro infatti posso fare per la figlia del mio popolo? La loro lingua è una freccia micidiale; essa non dice che menzogne. Con la bocca ognuno parla di pace al suo vicino, ma nel suo cuore sta in agguato. Non dovrei forse punirli per queste cose?, dice l'Eterno. Non dovrei vendicarmi di una nazione come questa?"

Già nell'Antico Testamento, quando la grazia non era ancora stata rivelata, Dio è descritto come: "L'Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non lascia il colpevole impunito".
Dio, essendo giusto, non può tollerare l'ingiustizia né giudicare con parzialità, ed essendo santo, non può tollerare il peccato.
È per questo che Egli combatte la ribellione e il peccato laddove non c'è ravvedimento, e corregge chi rifiuta di ravvedersi e disprezza la riprensione.
Ma se castiga lo fa per un motivo ben preciso: "perché l'Eterno corregge colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce" (Proverbi 3:12); "qual è infatti il figlio che il padre non corregga?" (Ebrei 12:7).
Egli potrebbe ben disinteressarsi dell'uomo, abbandonandolo a se stesso e lasciandolo vivere come meglio crede, per poi giudicarlo in base alle sue opere dopo la morte, ma se lo corregge è per aprirgli gli occhi e ricondurlo a sè.

Dio stesso dice: "Com'è vero che io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva" (Ezechiele 33:11).

E anche: "Provo forse piacere della morte dell'empio? - dice il Signore, l'Eterno - e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva?" (Ezechiele 18:23).

"...togliete dalla mia presenza la malvagità delle vostre azioni, cessate di fare il male. Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova. Venite quindi e discutiamo assieme, dice l'Eterno; anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana" (Isaia 1:16-18).

La sua severità non è dovuta a un capriccio e, come è scritto nella Bibbia, "non è volentieri che umilia ed affligge i figli degli uomini".
La Bibbia, non solo nel Vangelo, ma dall'inizio alla fine ci parla di un Dio che, come chiunque Lo conosce sa, "è amore".
Egli non è un Dio crudele, lontano, disinteressato, ma un Padre e Signore che desidera ardentemente la comunione personale con ogni uomo singolarmente.
Dio non cambia. Prima ancora del Vangelo, è stato questo il suo scopo fin dalla creazione dell'uomo: averlo vicino a sè, farsi conoscere da lui, dare la vera gioia al suo cuore, farlo abitare insieme a Lui per sempre, e questo è ancora il suo scopo, che sarà infine adempiuto verso i credenti come è scritto nel libro dell'Apocalisse:
"Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate".

Perché allora la morte, la malattia, la separazione da Dio, le guerre...?
Dio può permettere che, come puoi leggere nel libro di Giobbe, Satana colpisca l'uomo con malattie, lutti, situazioni disperate, ma se lo fa è per insegnargli qualcosa, e "fargli, alla fine, del bene".
Ma la causa di tutto il male che imperversa nel mondo è proprio quella ribellione che dal primo uomo, Adamo, non ha smesso di esistere nel mondo, e in ogni uomo indistintamente.
Questo è il peccato. E dove c'è il peccato, Dio è costretto ad abbandonare l'uomo in balia delle sue stesse decisioni: il suo egoismo, la sua incredulità, la sua testardaggine, la sua durezza di cuore. E alla fine l'uomo viene ripagato dal proprio peccato, con la sofferenza e la morte. La Bibbia infatti dichiara:
"Il salario del peccato è la morte";
"Le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto";
"Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio";
"Non c'è alcun giusto, neppure uno".

È questa la condizione di tutti gli uomini.

Dio potrebbe a questo punto abbandonare il mondo con tutte le sue creature, rispondendo all'accusatore, Satana, mediante l'esecuzione della condanna dell'intero genere umano.
Ma proprio perchè Dio è amore, ha fatto molto di più che dare all'uomo un aiuto per non commettere qualche peccato, o per vivere una vita migliore.

Dio ha mandato il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, nel mondo: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).

Gesù ha assunto un corpo di carne proprio come il nostro, ha vissuto una vita perfettamente giusta e santa, adempiendo tutta la legge di Dio, accogliendo a sè chiunque, dalla prostituta al più colto dei sacerdoti; ha sofferto fame, sete, scherni, flagellazioni; ma questo è ancora poco in confronto a quello che era venuto - di sua volontà - a fare per gli uomini: Egli si è caricato di tutti i peccati dell'intero genere umano, tutti, anche i più infamanti; e si è lasciato crocifiggere sulla croce dagli uomini, accettando la condanna che Dio avrebbe dovuto infliggere a ognuno di noi per i nostri peccati: la morte.
Quando Egli morì, "la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo" (Marco 15:38); quella cortina, cioè, che rappresentava simbolicamente la separazione tra Dio e gli uomini a causa del peccato, era ora distrutta. Questo segno era un'ulteriore conferma da parte di Dio che l'accesso a Lui è adesso libero per ogni uomo, per ogni peccatore che si ravvede e che va a Dio attraverso Gesù Cristo.
Cristo il terzo giorno risorse, ed è ora "alla destra di Dio, e intercede per noi".

Questo è il dono di Dio al mondo: Cristo ha già pagato al posto tuo e al posto di ogni uomo, e se semplicemente credi sei salvato, sei giustificato non per qualche tua opera giusta o meritoria, ma perchè ti è imputata per fede la giustizia di Cristo stesso. "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere...".

Dio chiede soltanto questo agli uomini: che riconoscano di aver vissuto lontano da Lui e di essere dei peccatori, e che, lasciato ogni peccato, accettino semplicemente il Suo dono di salvezza e di vita eterna, vivendo da quel giorno in poi in comunione con Dio, pregandoLo con la spontaneità di un figlio, e imparando ciò che ci dice nella Sua Parola.

Cristo non è più sulla croce, ma è vivente, e ti ama! Egli ama tutti gli uomini, siano essi bestemmiatori o malviventi, o persone che si ritengono moralmente "a posto" o religiosi; non c'è differenza davanti a Dio, poichè davanti a Lui, come abbiamo letto, tutti sono peccatori.
Noi non abbiamo dei santi come intercessori, ma il Figlio di Dio stesso: c'è "un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù" (1 Timoteo 2:5); e non è un mediatore che non abbia sofferto come noi, ma anzi "in ogni cosa ha sofferto come noi" e può simpatizzare con noi nelle nostre difficoltà.
Gli uomini che vogliono ricevere salvezza e incontrarLo, devono solo accettare il suo sacrificio, ravvedersi e rispondere al suo invito.

Questo è il Dio che io conosco, di cui la Bibbia parla, e che ogni cristiano sincero conosce.
Spero vivamente che attraverso queste riflessioni il Signore possa parlare al tuo cuore come fece con me!


la smetti di postare cazzate? te ne sarei grato. non ti offendo solo perche non so se ci sei o se ci fai.
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Quote (vegeth @ 17 Jan 2013 11:20)
la smetti di postare cazzate? te ne sarei grato. non ti offendo solo perche non so se ci sei o se ci fai.


detta da te sta cosa devi ammettere che perde di significato però....
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Quote (Crazy_Fury @ Jan 17 2013 11:22am)
detta da te sta cosa devi ammettere che perde di significato però....


forse.
ma postare ste cazzate fa alterare anche me. ed io sn sempre buono e rilassato.

This post was edited by vegeth on Jan 17 2013 04:26am
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Quote (vegeth @ 17 Jan 2013 11:25)
forse.
ma postare ste cazzate fa alterare anche me. ed io sn sempre buono e rilassato è per quello che sei ancora vivo.




nice ninja edit bro
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Quote (DCCLIII @ Jan 17 2013 11:37am)
http://www.youtube.com/watch?v=n7jlC2oUjU4


http://www.cattoliciromani.com/content.php?s=5f3035fc55d23eaa1fc640f3d1f9cf04

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