Quote (gokussj4 @ May 24 2012 01:07pm)
Che c'è...
Scotta ancora la bella sconfitta in finale di coppa Italia? Eh?
Solo chi ha dovuto sopportare l'onta dell'ingiustizia può capire.
Eravamo distrutti ma presenti in un sabato pomeriggio di settembre a Rimini, con lo stadio incapace di reggere la marea umana bianconera che seguiva i ragazzi anche in una serie che non ci appartiene.
Siamo diventato avvocati, abbiamo passato notti insonni sulle carte processuali e alla fine abbiamo capito.
La giustizia sportiva era monca e le prove a discapito sparite.
Il processo ordinario le ha riportate alla luce grazie al lavoro instancabile del Direttore e del suo staff sbobinatorio.
I giudici hanno valutato e sentenziato... I campionati erano regolari!!!
Ecco perché, con grande soddisfazione, ne metteremo 30 sulla maglia.
Sono nostri e tutti vinti sul campo.
La terza stella è la più bella!
Il campionato giocato meglio, contro i favori del pronostico, con gli attacchi mediatici intorno a destabilizzare, con le polemiche create ad arte fino al fischio finale ed oltre.
Non importa, noi siamo la Juve e come tale festeggiamo tutta la notte e il giorno dopo.
Grazie ad Antonio Conte che ha fatto riemergere la juventinità, ci godiamo uno scudetto STRA-MERITATO.
Da martedì basta: concentrati sulla gara festosa nel nostro stadio e sulla finale di coppa Italia.
Poi liberi tutti, ci attende un'estate meravigliosa con il nostro gioco preferito:
1-2-3 STELLA!
91 PUNTI TESTE DI CAZZO
Vedo stelle che cadono, nella notte dei desideri.
Il giorno dopo la celebrazione sopraggiunge il momento della realizzazione di ciò che è accaduto, ossia un'impresa che mette i brividi.
Un'opera perfetta, un trionfo in pieno stile di un romanzo circolare.
Il cerchio si era aperto quel 9 settembre 2006, in uno stadio, il Romeo Neri, che conteneva nel suo massimo splendore 7442 spettatori e che quel giorno si dipinse di bianconero nonostante i tifosi della Signora fossero da sempre abituati ad altri palcoscenici.
Si è chiuso ieri sera, in uno stadio di Serie B, il Nereo Rocco, con il cielo che torna ad essere bianconero. E il teatro non poteva essere un Olimpico, un San Siro o un San Paolo. Doveva necessariamente accadere in uno stadio minore per svariati motivi: perché da lì era nata la sofferenza, perché la Juventus costruita da Antonio Conte è un'elegantissima operaia, perché la Juventus non è ricca, è Signora.
In mezzo sei interminabili anni, fatti di sorrisetti di avversari che all'improvviso erano diventati dei giganti, di mercati sbagliati, di allenatori incapaci, di piazzamenti che non centravano niente con la nostra storia, fatti di amarezze e delusioni, di ricordi sbiaditi e di nervosismi fin troppo chiari.
Ecco perché, inutile negarlo, questo è la vittoria più bella, quella del riscatto, quella che arriva dopo sofferenze e umiliazioni che non avevamo mai vissuto, quella di chi non ha mai mollato, di chi non ha perso la diretta di quel Rimini Juventus del 9 settembre 2006 e ha esultato al gol di Paro come a uno decisivo di Del Piero.
Perché oggi è più divertente essere Juventini. Ma è non è più bello: quello lo è tutti i giorni.
Terza stella a destra, questo è il cammino.
Tldr
Ignore
Afk
Brb