La Divina CagataNel mezzo del cammin in una cantina
Vidi bella bella messera valentina
Tra tanto vino, cibo e caldarroste
Si rivolvega così al gentil oste:
Mi scusi gentiluomo disse con affanno
Mi sa indicare per favore dove sta lu bagno?
Il signor che di nome fa Attolini
Sistemando gli ultimi panini
Smise all’improvvis di cucinare
E disee: signorì vi sembra questo il posto per cagare?
La fanciulla a sentir quella parola
Sentendosi un groppo nella gola
Si fece tutta rossa e eretta
E si lasciò scappare una puzzetta
“si salvi chi può” gridò in fretta il cameriere
Che guardava e riguardava il suo bicchiere
E mesce piano piano il suo buon vino
Attento manco fosse un gran bagnino
Ma si sa lui del bancone è il re
Un misto tra terence hill e daitan tre
E quando infila il cinturone
Parte pure la musica di ennio morricone
Ma l’oste fece star buona tutta la gente
E disse: qui senza soldini non si fa niente
Quindi signorina se vuole la latrina
Deve metter mano alla sua corsettina
La donna fece si con la testina
Ma scappando si ritrovò in cucina
E ormai bianca come morta
S’accorse d’aver sbagliato porta
La vide la pover cuoca Silvana
Che sentendo l’aria un po’ malsana
Fuggi con sul naso una bandana
Lasciando incustodito il ruoto della parmigiana
Del resto poi non vi parlo
Se ne accorse anche il pio Giancarlo
Che capì tutto l’avvenimento
Mentre tentava di vendere l’ennesimo appartamento
“ma questo è ipotecato” disse un uomo fiacco
Questo affare è un vero pacco
Voi non siete un affatto un buon cristiano
Se è vero che mi chiamo Don Gaetano
Convertiti – gridò- perché lei pecca
E il tempo di uno sguardo a donna checca
Che dal tavolo infuriato lui si alzò
Ma cadde a terra e si addormentò
Le persone eran terrorizzate
Ma donna checca disse non vi preoccupate
Non vi prendete alcuna collera
Chill ten sol na puntin e uallera
Non si svegliava in nessun modo dal suo sonno
Ma poi sembrò di nuovo giorno
Perché ci riuscì solo un fioco trillo
Quando arrivo puntuale il saso squillo
Il fiacco lo chiamò e sentì una voce
Che disse: dici ad Attolini d’abbracciar la croce
Io sono ben determinato
Io vengo già mangiato
Dopo un poco si apre quella porta
Ed entra tutta in verità la scorta
Insieme a valeria e saso
E pure uno con uno strano naso
“fermo lì” intimò l’oste a quel viandante
Le stoviglie mi rompi tutte quante
Non vuoi che il male accada
Entra tu…ma lascia fuori quella spada
Ma una donna era seduta un po’ distante ed era una cantanta
E disse:lascià sta o t’facc o’mazz tant
E con questa gentilezza e leggiadria continuò dicendo
Chill è o’nnamurat mj
Quella fanciulla dalla grande pancia
Giammai lasciò la mancia
Ma ordinò solo un caffè kimbo
E andò via ballando sotto al naso del ragazzo un vero e proprio limbo
Intanto entra l’allegra comitiva
Io la guardo da oni prospettiva
Soprattutto quello pieno di sudori
Che caccia tanta acqua al di fuori
Io lo riconosco a meraviglia
Si beve con un sorso tutta la bottiglia
Lo chiaman tutti il tibetano è vero
E suda pure a venti gradi sottozero
Tutti insieme sono proprio una squadretta
Ma poca roba… gente usa e getta
Con orgoglio fatto di ricotta e paglia
E nessun attaccamento a questa maglia
Questa cagata ormai sta per terminare
Con tutta la gente che vedo vomitare
Volevan una pietanza bella e sana
Ma hanno mangiato tutti quella parmigiana
Persone che stan male guardo e ammiro
Ma vittorio invece vuole un altro giro
Con la sua bella siluette da miss
Non ha vergogna di chiedere anche il bis
Se vi siete divertiti battete le mani lì sul vostro petto
E fate un applauso a me e soprattutto a Paolo Aletto.